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Missioni

Missione Burkina 3-11 Febbraio 2023

Da quando la nostra amica Dott.sa Silvia Perlangeli ci ha messo in contatto con il Dott. Dominique Kiema per instaurare quello che ad oggi è il nostro primario progetto in Burkina Faso sono passati quasi 10 anni. Dopo le prime missioni di ricerca dell’ospedale adatto e la firma degli accordi necessari per operare nel paese, finalmente nel febbraio 2023 abbiamo potuto realizzare la prima missione cardiochirurgica strutturata di SAFE HEART.

L’organizzazione di ogni missione nasce e si sviluppa nei mesi precedenti alla partenza. Dopo aver scelto la data e formato l’equipe, ci si dedica all’acquisto dei biglietti aerei ed alla selezione dei pazienti in collaborazione con il cardiochirurgo del Centre Hospitalier Universitaire de Tengandogo, Dott. Adama Sawadogo. Richiediamo quindi i preventivi per le protesi valvolari e per il materiale sanitario necessario per la cardiochirurgia e provvediamo al loro acquisto che, per motivi di logistica, viene effettuato utilizzando i fornitori locali.

Questa missione prevedeva che la nostra equipe operasse dal lunedì al giovedì, eseguendo due interventi chirurgici al giorno, uno al mattino e uno al pomeriggio, per un totale di 8 pazienti. Il venerdì era riservato come giorno “paracadute” nel caso in settimana non si fosse riusciti a portare a termine tutti gli interventi previsti.


L'equipe

Marco Zanobini

Cardiochirurgo

Paola Oddono

Tecnico fisiopatologia cardiocircolatoria

Lorena Fenoglio

Anestesista

Alice Vailati

Infermiera strumentista di sala operatoria

Alice Ellena

Infermiera terapia intensiva

Marta Arzilli

Infermiera

Gaia Severgnini

Specializzanda in cardiochirurgia

La partenza viene programmata il venerdì, con il volo in partenza da Malpensa alle ore 9:45 del mattino ma l’arrivo a Ouagadougou, a causa di vari ritardi, avviene alle 3:00 della notte del sabato. Stanchi del viaggio e con poche ore di sonno, nella tarda mattinata di sabato abbiamo visitato tutti i malati che erano stati selezionati per gli interventi e impostato il programma operatorio della settimana.

La domenica l’abbiamo dedicata alla visita della città e alla conoscenza della popolazione che ci ha ospitati. Guidati dal Dott. Dominique Kiema abbiamo partecipato alla celebrazione di una messa cantata nella cattedrale della capitale, fatto visita a un orfanotrofio gestito da suore che si prendono cura di bambini da 0 a 18 anni abbandonati o orfani, portando loro materiale scolastico. Nel pomeriggio ci siamo dedicati allo shopping nel mercato dell’artigianato locale. La serata si è conclusa presto, in quanto dovevamo iniziare le operazioni il lunedì.

Le nostre giornate erano scandite dalla sveglia alle 7, la colazione ed il trasferimento in ospedale con un pulmino. Dopo il primo intervento, ci veniva cucinato un pasto appositamente per noi dalle cuoche dell’ospedale e nel pomeriggio eseguivamo il secondo intervento. La seduta operatoria finiva verso le 22 ed il pulmino ci riportava in albergo. Per la cena avevamo scoperto un locale caratteristico chiamato “La Veranda” dove abbiamo passato momenti stordinari.

I componenti dell’equipe portano ancora oggi nel cuore i ricordi, le emozioni e la gioia dell’esperienza vissuta, ma ancora di più portano con loro i Burkinabè, popolazione con una purezza d’animo che è impossibile da dimenticare.

Nafissatu

Durante questa missione abbiamo vissuto un’esperienza indimenticabile.

Mentre il Dott. Marco Zanobini si trovava in sala operatoria con l’equipe, ha notato che tutti, compresi funzionari ospedalieri e persino il Ministro della salute, si sono messi a guardare uno smartphone. Sullo schermo c’erano delle incredibili immagini di una bambina con un punteruolo conficcato all’altezza del cuore, perpendicolarmente allo sterno, in un ventricolo. Questo punteruolo, una specie di strumento artigianale con un manico, viene utilizzato per separare le trecce delle bambine e, a quanto pare, il fratellino della bimba l’aveva premuto accidentalmente sul petto colpendo proprio l’area cardiaca.

Questa situazione stava accadendo a centinaia di chilometri di distanza dall’ospedale della capitale. Ci si è immediatamente offerti di intervenire, chiedendo che il punteruolo non fosse minimamente spostato e tantomeno rimosso durante il trasporto. Da quel momento è iniziata la rocambolesca organizzazione di un viaggio della speranza, su strade non facili da percorrere.

In Burkina non esiste il classico Servizio Sanitario così come lo conosciamo noi, lì la sanità è completamente a pagamento e qualsiasi sia il tuo problema devi prima poterti permettere economicamente le cure. I Burkinabè sono però un popolo straordinario, si uniscono tutti insieme sotto la guida del loro capo tribù per raccogliere quanto necessario per le cure mediche di uno loro.

Questo è quanto accaduto alla famiglia di Nafissatu, padre contadino di un villaggio all’estremo confine del Burkina, distante circa 500 km dalla capitale dove la nostra equipe operava. Ogni abitante della tribù ha partecipato e quindi permesso il viaggio della piccola in ambulanza fino a Ouagadougou; una piccola donna ma con un coraggio enorme che si è concessa l’unica timida lacrima alla vista di noi stranieri e bianchi.

Dopo un viaggio incredibile, Nafissatu è arrivata in ospedale alle tre di notte nonostante l’incidente fosse avvenuto alle 10.30 del mattino.

La nostra equipe nel cuore della notte si è trovata ad affrontare un evento per ognuno di loro più unico che raro, un misto di terrore ed emozione avvolgeva i loro cuori, ma nessuno, nemmeno per un secondo ha esitato nel compiere quell’intervento.

Ancora oggi, se chiedete a ognuno di loro di raccontarvelo, nelle loro voci troverete la stessa emozione di quella notte e a qualcuno scenderà ancora qualche lacrima.

L’intervento è stato eseguito con successo.

Conservo alcune immagini che definirei molto molto forti. Conservo anche le foto di Nafissatu vestita a festa il giorno delle dimissioni dall’ospedale. Quel giorno qualcuno dall’alto ha guidato tutti quanti, me compreso. Attore e strumento – Marco Zanobini