MISSIONE BURKINA FASO: FIRST STEPS

published 20 Dic 2016 by Admin in news category with 0 comments

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MILANO, 16 DICEMBRE 2016

“Non è da molto che sono tornato dal Burkina-Faso e sono ancora chiaramente impressi i rumori, gli odori, il caldo, lo smog, o meglio la polvere, che si solleva dal suolo per galleggiare a circa 4 metri di altezza e il traffico caotico delle migliaia di motorini della capitale Ouagadougou. Ma ciò che veramente mi è nitido sono i volti delle persone che ho avuto la fortuna di incontrare in questi 8 giorni di missione, come quello del nostro coordinatore locale, il Dr Dominique Kemia, che con instancabile pazienza e disponibilità ci ha guidati tra i meandri delle istituzioni sanitarie del Paese ed organizzato un “tour de force” di incontri con funzionari e direttori sanitari di vari ospedali, oppure dell’autista che, come un fido scudiero, ci ha condotto in lungo e in largo, riportandoci alla fine della settimana all’aeroporto e quindi a casa sani e salvi, dopo aver percorso centinaia di chilometri per le strade sterrate di questo Paese del Centroafrica. E ancora il viso della responsabile dell’orfanotrofio, costruito nel cuore della savana e frutto della donazione del principe Alberto di Monaco e della consorte Charlene, che ci ha accolto indossando un tipico vestito locale e portando appesa sul dorso grazie al portabebè tradizionale africano, il “pagne”, un semplice rettangolo di tessuto delle dimensioni di un pareo, una piccola e graziosa bambina di pochi mesi. I miei compagni di viaggio sono stati Lucia, una cardiologa di Firenze, inguaribile sognatrice, che già da diversi anni con la collega e amica Silvia, una forza della natura “duracel” e fondatrice della associazione benefica MIGOTIGO, fanno un faticoso e paziente lavoro di diagnosi e screening delle cardiopatie congenite e acquisite nel Burkina Faso; Cristiano, un gentlemen di altri tempi, urologo appena andato in pensione dopo trent’anni di lavoro presso l’ospedale pubblico del Principato di Monaco, che metterebbe la sua vasta esperienza e umanità a disposizione per la formazione di personale locale; Erminio, primario anestesista, un vero eroe moderno, chiamato da Gino Strada di Emergency, per andare in Sierra Leone, nel momento di massimoa esplosione della più grave epidemia di Ebola della storia, che metterebbe a disposizione la sua vasta e fondamentale esperienza. I quattro compagni più il sottoscritto, con l’aiuto di Dominique hanno presentato il progetto “Un cuore per il Burkina” alle varie istituzioni e direttori degli ospedali, individuando poi un ospedale in particolare: il Centro universitarioospedaliero“BlaiseCompaorè”dalnomedell’expresidentedelPaese,situatonellaperiferiadella capitale, che ha tutti i requisiti per ospitare e collaborare con un’équipe di medici di MIGOTIGOeSAFEHEART. Il nostro progetto consisterebbe nell’aiutare a sviluppare la cardiologia e la cardiochirurgia in un Paese in cui la malattia reumatica, che causa infiammazione alle articolazioni e degenerazione delle valvole cardiache, malattia contagiosa causata dallo streptococco beta emolitico, è endemica. Il progetto prevede:

a) Consultazioni ambulatoriali sul territorio con riscontro di cardiopatie valvolari reumatiche, cardiopatie ipertensive, cardiopatie congenite e dilatative.

b) Campagna di screening della malattia reumatica nelle scuole, orfanotrofi, etc.

c) Chirurgia cardiaca per quei tanti casi ormai talmente avanzati per cui la terapia medica è purtroppo inutile.

Prevediamo pertanto nel primo trimestre del 2017 di riuscire a siglare presso la capitale Ouagadougou un accordo tra rappresentanti del Ministero della Salute burkinabese, dell’ospedale “Blaise Compaorè e delle associazioni di Migotigo e SafeHeart perché il nostro progetto possa prendere vita!”

Dr. Maurizio Roberto

 


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20 Dic 2016

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